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venerdì 26 giugno 2009

Friuli, il piano casa non scade

Gli incentivi del “piano casa” non avranno, in Friuli – caso per ora unico in Italia – nessuna scadenza temporale. Lo stabilisce il testo approvato in prima lettura dalla Giunta regionale nella seduta dell’11 giugno. Ma le peculiarità non finiscono qui: la Regione, infatti ha scelto di non predisporre una legge ad hoc ma di integrare le norme di sostegno alle costruzioni individuate dall’accordo Stato/Regioni, all’interno del nuovo Codice regionale dell’edilizia.


«Abbiamo deciso di non dare un limite temporale alle norme che consentono ampliamenti e ristrutturazioni – spiega Federica Seganti, assessore regionale alla Pianificazione territoriale – perché altrimenti ci sembrava di creare una sperequazione. Queste norme si integrano perfettamente nel nuovo Codice dell’edilizia che mira a semplificare e ridurre i tempi e i costi per i cittadini e le imprese».


Il testo prevede, in deroga agli indici urbanistici ed edilizi comunali, interventi di ampliamento di edifici o unità immobiliari a destinazione residenziale fino a un limite massimo di 200 mc: bisognerà rispettare alcuni vincoli tra i quali quello delle distanze minime del codice civile e quelle rispetto agli assi stradali. Non c’è però alcun limite alle dimensioni degli edifici interessati agli ampliamenti e quindi anche i condomini sono compresi.


«Sì abbiamo volutamente ignorato il limite volumetrico, – conferma Seganti – e abbiamo anche limitato l’applicazione ai soli edifici a uso residenziale. In realtà stiamo pensando di estendere l’applicazione anche agli immobili destinati ad attività produttive, escludendo però quelli a destinazione commerciale». Sul fronte della demolizione e ricostruzione, il Friuli Venezia Giulia fa proprio il bonus del 35% del volume esistente a condizione che l’intervento sia finalizzato al miglioramento della qualità architettonica e a una maggiore efficienza energetica riferita alle leggi in vigore, però solo fuori dai centri storici.


Sarà possibile anche il recupero a fini abitativi dei sottotetti, anche qui con delle limitazioni nei centri storici. Infine i Comuni non avranno nessuna possibilità di decidere se e come applicare le nuove disposizioni.


Tra le norme del nuovo Codice, che si abbinano perfettamente con il piano casa, la possibilità di ampliare in attività libera le pertinenze degli edifici fino al 10% e gli ampliamenti fino al 20% con una semplice Dia. Il Codice introduce anche il silenzio assenso per il permesso di costruire ed estende la durata dei titoli abilitativi.

 

 

Fonte: Il Sole 24 ore - Edilizia e Territorio 15 - 20 giugno 2009