Lazio, stop al libretto fabbricato
Arriva sul filo di lana, in contemporanea con la piena entrata in vigore del piano casa del Lazio, l’attesa modifica della disciplina del fascicolo di fabbricato. L’intervento approderà a breve in Consiglio regionale. Ma la fase più delicata è ormai alle spalle: la maggioranza, infatti, ha trovato l’accordo politico sulla soluzione da adottare: cancellazione dei riferimenti al libretto dal testo e non più sospensione.
Quasi in contemporanea sta per essere approvata la delibera che attua l’articolo 9 del piano casa. Sarà un bando da un milione per l’assistenza alla progettazione dei piani di riordino urbano delle città medio-grandi della provincia laziale.
FASCICOLO DI FABBRICATO
«Abbiamo deciso di stralciare i punti controversi», così descrive l’intervento sulla norma l’assessore regionale alla Casa, Mario di Carlo. La modifica, quindi, consisterà nella cancellazione di tutti i riferimenti al libretto casa, per superare le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Governo, che aveva impugnato il provvedimento davanti alla Consulta, richiamando il Lazio per avere superato i limiti della sua potestà legislativa.
Con lo stralcio completo vengono cancellati tutti i possibili dubbi applicativi per la prima fase di presentazione delle domande di ampliamento e demolizione. Che già si stavano affacciando tra privati e operatori tecnici, incerti sulla necessità di rispettare l’obbligo di redazione del fascicolo. Obbligo che, di fatto, era stato già congelato dall’amministrazione regionale all’indomani dell’impugnativa.
Nello specifico sarà completamente stralciato l’articolo 20 del testo, che istituiva l’obbligo di redazione del fascicolo negli interventi di edilizia residenziale pubblica. E saranno emendati gli articoli 3 e 4, in tema di ampliamenti e demolizioni con ricostruzione, proprio nei punti in cui fanno riferimento al libretto.
Intanto in Regione già circola il testo della delibera che attua l’articolo 9 del piano casa. Anche questa approderà a breve in Giunta. «Si tratta – fa sapere Daniele Iacovone, direttore del dipartimento Urbanistica della Regione – di un provvedimento che avvia il processo per la redazione dei programmi integrati, creati sul modello dei piani di recupero urbano». In generale, tramite questa delibera sarà promossa la formazione di strumenti urbanistici volti a sviluppare «processi di ripristino ambientale, di riordino urbano e delle periferie».
La Regione metterà a bando un milione di euro. Soldi ai quali potranno accedere i Comuni per avere assistenza nella fase di progettazione degli strumenti urbanistici. In questo modo la previsione è di dare l’avvio a circa 70 piani di Comuni medi e grandi. «All’interno dei piani – continua ancora Iacovone – saranno individuati gli obiettivi prioritari da perseguire».
Nel 2010 partiranno i primi bandi comunali aperti alle imprese. «Solo per l’anno prossimo – conclude Iacovone – contiamo di finanziare una decina di milioni di opere pubbliche».
Fonte: Il Sole 24 ore - Edilizia e Territorio, 07 - 12 dicembre 2009






