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mercoledì 16 dicembre 2009

Ilspa, tessera sanitaria per il cantiere

Con il tesserino sanitario al posto del tradizionale badge collegato via wireless alla Cassa edile, prende il via una sperimentazione che consente di conoscere il numero di lavoratori che ogni giorno hanno avuto accesso al cantiere (con le ore effettivamente impegnate), di sapere se hanno una posizione regolare con la Cassa, di verificare se dal punto di vista fiscale e contributivo è tutto in regola.


Il sistema innovativo che aiuta anche nell’identificazione del personale – anche se questo aspetto può essere ancora aggirato – è stato messo in atto da Infrastrutture Lombarde (Ilspa), il braccio tecnico della Regione Lombardia, sul cantiere per la realizzazione della nuova sede della Regione e guarda alla riduzione del fenomeno del lavoro irregolare.
Se il test attivo da più di un mese si rivelerà positivo non è escluso che venga adottato nei prossimi appalti della struttura guidata dal direttore generale Antonio Rognoni.


Dopo il “bollino blu” – un’attestazione promossa da Assimpredil-Ance Milano e dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori edili – introdotto per certificare l’esistenza delle condizioni di sicurezza nei cantieri, in Lombardia procedono con le sperimentazioni per fronteggiare le irregolarità nei cantieri. All’esame il maxi-intervento per la realizzazione della nuova sede regionale – un progetto di Pei Cobb Freed & partners per un investimento di circa 400 milioni – su un’area di 30mila mq dalla forma irregolare e inserita all’interno di un ambito densamente urbanizzato. Ogni giorno vi sono all’opera una media di 630 operai.


Alcuni mesi fa la stazione appaltante Ilspa, per accelerare i tempi in vista dell’ingresso del personale regionale prima della prossima estate, ha deciso di scorporare alcuni lavori specifici. Si tratta delle pavimentazioni e degli arredi speciali per gli uffici di rappresentanza e per la sala Giunta.

IL TESSERINO
Diventava necessario gestire quindi un cantiere dove già operava il general contractor – il Consorzio Torre capitanato da Impregilo – e che sarebbe stato affiancato da una nuova impresa che si sovrapponeva. In gioco oltre alla sicurezza (fino a questo momento non sono successi gravi incidenti), c’è il problema del coordinare l’arrivo del materiale, disciplinare gli ingressi dei lavoratori e la loro permanenza sul sito. Ma andavano risolti anche aspetti molto pratici come gestire l’alimentazione elettrica piuttosto che la pulizia dei locali e la raccolta dei resti delle lavorazioni. È in questo contesto che è maturata la sperimentazione dell’uso del tesserino sanitario. Ilspa ha assegnato attraverso procedura a evidenza pubblica alla milanese Liuni l’appalto per la pavimentazione (3,9 milioni) che prevede l’accesso quotidiano al cantiere di circa 30 di operai insieme a quelli del Consorzio Torre. L’uso del tesserino al posto del badge (usato dagli operai del Consorzio) collegato con la Cassa edile per i dipendenti della Liuni consente di verificare la regolarità dei rapporti di lavoro o l’utilizzo di contratti part-time che normalmente vengono aggirati consentendo la permanenza in cantiere per un monte ore superiore. La presenza nella banda magnetica del tesserino anche del codice fiscale di un individuo dovrebbe permettere anche l’identificazione del lavoratore. Ma in assenza di una foto di riconoscimento e con la possibilità che il tesserino venga prestato non si può escludere che all’interno del cantiere si introduca un lavoratore irregolare.

 

Aspetto questo su cui si sta già lavorando. Come ulteriore controllo comunque è stata prevista una guardiania da cui bisogna passare. Certo la sperimentazione è appena iniziata, non rappresenta la soluzione definitiva delle irregolarità sul lavoro e deve essere valutato se effettivamente consente un maggiore controllo fiscale da parte di Cassa edile. Ma da Ilspa ritengono che se gli appaltatori percepiscono questa novità come un reale vantaggio – come sta succedendo per il bollino blu – allora potrebbe essere studiata meglio la sua implementazione.

 

 

Fonte: Il Sole 24 ore - Edilizia e Territorio, 07 - 12 dicembre 2009