L'Ance chiede correttivi urgenti sul “Piano Casa”
L’Ance (associazione nazionale costruttori edili) chiede, al Governo, correttivi urgenti per rilanciare il “piano casa”. Quali sono le richieste più significative? Semplificazione normativa, incentivi fiscali per l’edilizia green e premi volumetrici relativi alle operazioni di demolizione e ricostruzione legate al risparmio energetico. Il “Piano Casa”, com’è impostato attualmente, non ha dato i risultati attesi di ripresa all’ economia e all’ edilizia, secondo la visione di Buzzetti, presidente dell’ Ance. Della medesima opinione è il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, sostenitore della necessità di fare chiarezza sul quadro normativo per il rilancio del Piano casa.
“Il Piano casa di Berlusconi rischia di trasformarsi in un grande flop – ha spiegato il ministro Fitto – perché gli obiettivi che si era dato e che sono stati recepiti dall’ intesa istituzionale raggiunta con le Regioni non sono stati registrati dalle leggi regionali, che hanno ristretto notevolmente i margini, non prevedendo, per esempio, la possibilità di demolire e ricostruire. In sostanza, le Regioni non hanno colto, nelle loro normative, piuttosto restrittive, lo spirito dell’ idea originaria ispiratrice del Piano casa, quella cioè di rilanciare l’ economia e il settore delle costruzioni e dell’ edilizia che sta soffrendo una crisi senza precedenti. Nel triennio 2008 – 2010, l’ Ance ha stimato un calo del 20% degli investimenti per le grandi opere”.
Il ministro Fitto ha spiegato anche che “l’Intesa con le Regioni che hanno competenza in materia è stata voluta e costruita, ma diverse Regioni hanno ristretto i margini non cogliendo l’ idea originaria. Le leggi regionali vanno rispettate per evitare l’ apertura di un contenzioso enorme che poi blocca tutto”.






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