lunedì 6 settembre 2010

Antimafia: ora subito le white list

La stretta del Governo contro le infiltrazioni della malavita negli appalti sara` completa soltanto con l`istituzione delle «white list» presso le Prefetture: gli elenchi delle imprese che rispettano la legalità.

 

Punto centrale del programma in quattro mosse concordato tra la commissione Antimafia e l'Ance.

Tre dei quattro punti sono diventati legge, e che si traducono in oneri per le imprese, ora manca il quarto, quello che istituisce le white list, onere per la pubblica amministrazione, lasciato per ultimo ma che se non varato rischia di ridurre l`efficacia dell`operazione messa in piedi dal Governo, di concerto con le categorie, per contrastare l`illegalità  e le infiltrazioni malavitose nel mondo dell`edilizia, sia per gli appalti pubblici che per i lavori privati.

Oltre alla tracciabilità dei pagamenti con riguardo ai lavori pubblici, prevista dalla legge sulla normativa antimafia pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 23 agosto 2010, i provvedimenti per garantire la legalitùà nei cantieri prevedono anche la registrazione dei numeri di targa degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali per l`attività dei cantieri, al fine di rendere facilmente individuabile la proprietà degli stessi automezzi.

 

Inoltre, è stato adottato il cartellino identificativo degli addetti presenti nei cantieri con le generalità del lavoratore, la ditta di appartenenza, la data di assunzione e fotografia, al fine di intensificare la lotta al caporalato ed al lavoro sommerso, secondo quanto ha spiegato Vincenzo Bonifati, responsabile per i rapporti istituzionali dell`Ance.

 

Ora, all`architettura della manovra antimafia e anticorruzione manca soltanto l`istituzione delle white list.

Grazie alla nuova legge sull`antimafia, il capitolo sugli appalti tracciabili prevede un nuovo onere per le imprese che dovranno pagare solo con bonifici bancari tutte le operazioni nei cantieri utilizzando un conto dedicato al singolo appalto.

Un onore che le imprese accetteranno nella convinzione che va nel loro interesse la garanzia della lotta contro le infiltrazioni criminose negli appalti. «Nella legge antimafia, all`articolo 2 punto F c'è l`impegno del Governo entro un anno a emettere un decreto legislativo nel quale vengono individuati i settori più a rischio», ha precisato Bonifati, «un provvedimento propedeutico a fare le white list».

 

Le linee guida sono anticipate nel decreto Abruzzo, e quello per l`Expo 2015 e del piano carceri, per le quali le white list sono già operative. Ma, non sono usciti i regolamenti con i criteri con i quali dovranno essere compilate le white list. Criteri da scrivere insieme a cinque ministeri (Infrastrutture, Sviluppo economico, Giustizia, Interni, Economia) e attesi per settembre in maniera da mettere in moto il meccanismo della compilazione delle liste delle imprese in regola con le leggi sugli appalti.

L`Ance si è dichiarata soddisfatta della legge Maroni per la tracciabilità ritenendo che sia stato avviato un percorso che e` una svolta importante, epocale, per il settore.

 

 

Articolo tratto da "www.ance.it"