I materiali escavati sono sottoprodotti da riutilizzare
Terre e rocce da scavo, provenienti da gallerie durante l’esecuzione dei lavori, non sono rifiuti bensì "sottoprodotti".
Questa la precisazione contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 24 gennaio 2012, che ha inglobato anche il pacchetto edilizia e infrastrutture.
Sottoprodotti che possono anche essere contaminati da acqua, materiali e sostanze vari come vetroresina, pvc, calcestruzzo eccetera.
E, senza alcuna trasformazione, possono essere impiegati in nuovi processi di produzione previa normale pratica industriale. Come essiccamento, stabilizzazione a calce e/o a cemento, selezione granulometrica, biodegradazione naturale degli additivi condizionanti.
La ricollocazione di terre e rocce da scavo deve essere proposta in un progetto approvato dalle autorità competenti, anche a fini ambientali e urbanistici.






Torna all'archivio news
Richiedi informazioni