Protocollo di Kyoto: il futuro del clima è in attesa di nuove strategie
Il 16 febbraio 2005 entra in vigore il Protocollo di Kyoto.
Il Protocollo di Kyoto è il più grande gesto che le nazioni del mondo hanno fatto per salvare il clima del pianeta, il nostro ambiente. Forse da solo non è sufficiente per assicurare un'inversione di tendenza delle temperature. Eppure, obbligando gli stati, e quindi a cascata aziende, amministratori - e tutti noi! - a valutare quanti gas climalteranti produciamo col nostro stile di vita, già raggiungerà il suo primo, e forse decisivo effetto: diffondere consapevolezza e attenzione verso l'ambiente.
Ogni attività, ogni nostra azione produce CO2. Adottare misure e accorgimenti per ridurla è indispensabile. Occorre razionalizzare i consumi e usare energie rinnovabili, per esempio. Il futuro del nostro pianeta non dipende solo dai trattati e dalle politiche dei governi: molto dipende dalle nostre scelte. Per questo, LifeGate, in collaborazione con enti scientifici e Università italiane, ha creato Impatto Zero, il primo progetto italiano che concretizza gli intenti del Protocollo di Kyoto: quantificare l'impatto ambientale e compensarlo grazie agli alberi, che hanno la capacità di assorbire anidride carbonica.
A livello mondiale, intanto, siamo a un punto di stallo. Infatti, nel 2009 a Copenhagen si è creato uno scollamento tra paesi occidentali ed economie emergenti che si trovano in vetta alla classifica dei maggiori emettitori di CO2... A Durban, a dicembre 2011, la diciassettesima Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) ha aperto i battenti e... Il Canada vuole ritirarsi da Kyoto anzitempo. Il Brasile, un paese in via di sviluppo, ha registrato la crescita più elevata delle proprie emissioni di gas serra nel 2010. L’India è diventato il terzo paese che produce più emissioni in assoluto dopo Cina e Stati Uniti... Insomma, un circolo vizioso. A fronte di un rallentamento dei negoziati internazionali, governi, mercati e comunità locali sembrano aver aumentato gli sforzi – a volte anche con un certo coordinamento – per proteggere le foreste e aiutare i paesi poveri a sviluppare nuove tecnologie in tema di energia pulita.
In tanti ci auguriamo che la politica dei piccoli passi sia da stimolo e da esempio per un pensare e agire globale.








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