L’isolamento acustico delle pareti con ZerodB GIPS
Il rispetto delle normative vigenti in materia di acustica è argomento di estrema attualità. Il diritto ad abitare spazi correttamente isolati dal rumore è conosciuto a tutti noi e legittimamente richiesto.
Nella realizzazione di palazzine con più appartamenti i maggiori problemi per il corretto isolamento acustico si riscontrano nelle realizzazioni di partizioni divisorie tra unità immobiliari distinte.
In letteratura, o utilizzando i modelli di calcolo previsti dalla UNI-TR 11175, sono previste varie soluzioni con pareti monostrato oppure doppie (con intercapedine), dalle quali è possibile ricavare valori di potere fono isolante (Rw). Generalmente i valori che si ricavano sono ben superiori ai 50 dB; tuttavia in queste valutazioni non sono presi in esame i contributi peggiorativi che scaturiscono dal contributo vibrazionale emesso dagli elementi a contorno della parete stessa.
Molto frequentemente infatti, gli elementi che compongono una camera soggetta a misura del potere fono isolante, determinano peggioramenti evidenti e, nella maggior parte dei casi, non contemplati in fase di progettazione; il rischio quindi di ritrovarsi con una parete con un valore di R’w (richiesto per legge) molto inferiore rispetto al valore di Rw (stimato o di laboratorio) è molto elevato.
In tal senso è opportuno rifarsi a calcoli approfonditi in merito alle trasmissioni per fiancheggiamento oppure valutare la realizzazione di pareti che siano già state ampiamente collaudate in opera con una buona ripetitività del valore rilevato.
Nel caso in cui ci si trovi a far fronte ad una parete con un valore di R’w inferiore al limite minimo previsto, è possibile intervenire con materiali fono impedenti a placcaggio della struttura esistente; tali materiali (come nel caso del dBred ZerodB GIPS) oltre ad essere disponibili in spessori contenuti (da 18 a 25 mm complessivi) consentono di intervenire in modo specifico sulle basse frequenze della parete, generalmente causa del non rispetto del limite di norma.
L’incremento prestazionale è molto marcato nelle partizioni monostrato, ma lo è ancora di più nelle strutture doppie, dove frequentemente vengono utilizzati laterizi sottili con una forte propensione alla vibrazione strutturale.
L’utilizzo del dBred ZerodB GIPS a FINALE EMILIA (Modena)
Lo scorso 3 luglio 2008 sono state effettuate, da parte delle studio PGM di Medolla (Modena) alcune prove di isolamento acustico all’interno di una palazzina di 12 alloggi situata in via per Modena - a Finale Emilia - al fine di accertare l’attuale stato delle prestazioni di isolamento acustico di una partizione verticale di separazione tra alloggi rispetto ai limiti fissati dal D.P.C.M. 5/12/97, “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”.
Le misure sono state eseguite tra due locali adibiti a pranzo-soggiorno dislocati al primo piano della palazzina. A causa del basso potere fonoisolante fornito dalla muratura è stato eseguito un intervento di potenziamento consistito nella realizzazione di una doppia controparete in pannelli gomma accoppiati con cartongesso sui due lati della parete.
La procedura di indagine è in piena conformità con le disposizioni dettate dalle norme UNI EN ISO 140-4 e UNI EN ISO 717-1, “misure in opera dell’isolamento acustico per via aerea tra ambienti” con disegni relativi al tipo ed alla direzione della prova.
Gli ambienti individuati per il collaudo sono disposti sullo stesso piano, hanno identica forma e dimensione e risultano speculari rispetto alla parete divisoria comune.
L’ambiente scelto come “volume” ricevente era parzialmente ultimato poiché mancava la pavimentazione e la verniciatura della parete divisoria. Tale parete è comune ai due locali suddetti e, da un punto di vista acustico, offre loro la stessa area adiante.
Caratteristiche geometriche degli ambienti e della parete divisoria:
| Amb. emittente |
Amb. ricevente |
Volume amb. emitt. [m3] |
Volume amb. ricev. [m3] |
Sup. parete div. [m2] |
| pranzo-soggiorno |
pranzo-soggiorno | 81,6 |
81,6 | 18,6 |
Le misure sono state condotte seguendo le metodologie indicate dalle norme UNI EN ISO 140-4 2000 (“Misurazione in opera dell’isolamento per via aerea tra ambienti”) ed UNI EN ISO 140-7 2000 (“Misurazione in opera dell’isolamento al rumore da calpestio di solai”) e secondo quanto prescritto nel D.P.C.M. del 5/12/97 (“Requisiti acustici passivi degli edifici”).
L’intervallo di frequenze preso in esame è 50 ¸ 5000 Hz. Tale intervallo consente di verificare il comportamento nella massima estensione possibile dalla norma. Per estrapolare, dai valori in frequenza, un indice di valutazione unico confrontabile con quelli riportati dal decreto, sono stati utilizzati i procedimenti descritti nelle norme UNI-EN-ISO 717-1 ed UNI-EN-ISO 717-2.
La sorgente impiegata per la generazione dello spettro di rumore richiesto dalle norme è stata posizionata in due punti all’interno dell’ ambiente, considerato emittente, ed il livello prodotto è stato misurato in diverse posizioni all’interno del medesimo ambiente, poi mediate. In seguito sono stati rilevati con analoga procedura i corrispondenti livelli anche all’interno dell’ ambiente attiguo, considerato ricevente.
Il procedimento adottato per l’isolamento aereo, è consistito nell’azionare la sorgente dodecaedrica, fino a portare il livello di pressione sonora ad una situazione di regime, prima di poter passare alla rilevazione con il fonometro.
Al fine di ottenere un campo quanto più diffuso possibile e di evitare di innescare le risonanze proprie dell’ambiente, la sorgente all’interno del locale emittente è stata collocata in posizioni decentrate, in prossimità degli angoli.
Dalla comparazione dei dati nell’ambiente emittente e ricevente, si è giunti alla valutazione del potere fonoisolante apparente della partizione di separazione.
Si è ritenuto opportuno utilizzare la sorgente dodecaedrica anche per la valutazione del tempo di riverbero nell’ ambiente ricevente. Tale sorgente permette, rispetto al colpo di pistola, una migliore distribuzione in frequenza dello spettro sonoro, raggiungendo un’uniformità di livelli di pressione sonora a regime, in ogni punto dell’ambiente di prova. Infatti il colpo di pistola potrebbe, a particolari frequenze, eccitare alcuni elementi dell’ambiente, come vetri e superfici ampie e sottili, che produrrebbero un prolungamento anomalo dell’energia sonora, falsando la misura del tempo di riverbero.
I risultati delle prove
Si riportano in figura i locali oggetto di indagine e il report di misura, da cui risulta un R’w = 50 dB.

Le prove eseguite sulla parete divisoria che separa i due ambienti adibiti a pranzo-soggiorno del condominio in oggetto hanno evidenziato un indice del potere fonoisolante conforme al requisito di legge, pari a 50 dB, fissato dal D.P.C.M. del 05/12/97, valido per edifici ad uso residenziale.
Tale valore può ritenersi rappresentativo per tutti i casi analoghi individuabili all’interno dell’edificio non valutati in questa sede.







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